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Il Conflitto Adolescenziale: di Cosa si Tratta e come Affrontarlo

Tips di sopravvivenza per gestire un adolescente

Young Coach

Federica Rimedio

17/09/2024

IL PESO DI DIVENTARE GRANDI


Nel passaggio tra infanzia e adolescenza i ragazzi vivono un momento di crisi rappresentato dalla coesistenza di due tendenze opposte: 

- quella che spinge verso l’indipendenza e l’acquisizione di un ruolo adulto

- quella che trattiene, a causa della difficoltà di abbandonare il mondo sicuro rappresentato dall’infanzia e da un ruolo di bambino del tutto privo di responsabilità.

In questa fase di vita è normale che nasca un acceso confronto tra genitori e figli, anzi, è proprio sano: si tratta di una tappa fondamentale per lo sviluppo della personalità di ogni individuo. 

Non esiste un modo indolore per crescere e non esiste crescita senza conflitto. 

Attraverso di esso l’adolescente getta le basi per conquistare la propria indipendenza. 


I 5 PASSAGGI NECESSARI PER CRESCERE


Le fasi che l’adolescente attraversa per sancire l’inizio di una vita adulta sono cinque.


1)  Separazione: ricava i propri spazi e si confida con chi ritiene suo pari, per sentire di appartenere a un gruppo. 
 
2)  Esplorazione: sente l’impellente necessità di conoscere attraverso l’esperienza diretta, anche se acquisire una maggiore consapevolezza comporta uscire dalle regole, ad esempio fumando.
 
3)  Differenziazione: inizia a sviluppare un’idea più chiara della sua identità, del tipo di qualità e caratteristiche che desidera avere, delle scelte e degli atteggiamenti dei propri genitori che vuole emulare o rifiutare. 
 
4)  Opposizione: innesca il conflitto con i parametri e i valori familiari affermando le proprie scoperte. Il confronto è fondamentale, perché mettendo in discussione tutto ciò che la famiglia trasmette, può decidere quali insegnamenti tenere e quali lasciare andare. Adattarsi in maniera acritica, come faceva da piccolo, è ormai fuori discussione.
 
5)  Assunzione di responsabilità: diventa evidente la necessità di assumere delle responsabilità personali che esulino dalla famiglia. A questo livello, il conflitto riguarda più che altro il contrasto di opinione tra le aspettative della famiglia – ad esempio l’andamento scolastico o l’impegno nelle faccende domestiche – e le scelte individuali.
 

LE STRATEGIE DA UTILIZZARE NELLA RELAZIONE CON UN ADOLESCENTE


Non esiste una bacchetta magica che faccia sparire il conflitto, ma possiamo imparare a gestirlo al meglio offrendo un esempio valido. Ecco cosa fare.

1)  Prestare attenzione alla qualità della comunicazione: il genitore deve essere disponibile ad ascoltare i bisogni del figlio per comprenderne e accettarne la crescita. Ciò significa iniziare a impostare i rapporti in maniera diversa, passando da un approccio genitore-bambino, a una relazione tra adulti.
 

2)  Tenere basso il livello di tensione: essere in grado di comprendere quando sta iniziando un conflitto è spesso sufficiente per disinnescarlo; in ogni caso è bene evitare di imporre le proprie idee facendo valere l’autorità. 
 

3)  Monitorare e gestire lo stato emotivo: in questo particolare periodo di vita è facile cadere nella provocazione, ma bisogna ricordare che la rabbia chiama altra rabbia. È importante esplicitare la propria condizione di difficoltà fisica o emotiva – come stanchezza o frustrazione – per evitare di dar vita a una guerra che può solo peggiorare la situazione. 
 

4)  Tollerare la conflittualità: il genitore deve essere pronto ad accettare il conflitto che permette ai figli di affermarsi, senza permettere che corrano dei pericoli. Regole e limiti sono fondamentali perché mettono dei paletti che, seppur contestati, non devono essere superati. Gli accordi possono essere presi tenendo in considerazione l’opinione dei ragazzi, ma deve essere chiaro che le violazioni porteranno a delle conseguenze. Il rapporto tra genitori e figli si basa su un Do ut des: per ottenere la libertà che chiedono, gli adolescenti devono offrire agli adulti la garanzia di monitorare il grado di pericolo e comportarsi di conseguenza, con giudizio. 
 

5)  Garantire la sicurezza di tutti: non è ammesso alcun tipo di violenza, né fisica né verbale. L’unica via è il dialogo e l’unico strumento di insegnamento è l’esempio, perché i ragazzi tendono a replicare in società i comportamenti che apprendono in famiglia.
 

L’obiettivo da raggiungere alla fine della fase adolescenziale è importante: i ragazzi devono aver maturato una sensibilità morale che permetta loro di distinguere il bene dal male, per inserirsi in società facendo ciò che è giusto ed evitando ciò che è sbagliato.

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