Silvia Caneva
12/09/2024
Passeggiando per Lisbona, una sera di settembre del 2023
AVEVO BISOGNO DI STARE DA SOLA
Ero a Lisbona per parlare a una conferenza.
C’è sempre tanta gente a questi eventi.
Del resto, ci si va per incontrare persone, per fare networking, per consolidare rapporti o crearne di nuovi. Tutto bellissimo se non fosse che sono introversa e ipersensibile.
Le relazioni sociali mi stancano.
E allora una sera, invece di andare a cena con i colleghi, sono andata a farmi due passi lungo il fiume Tago.
I miei passi mi hanno portata davanti al Monumento alle Scoperte, un monumento che la città di Lisbona ha voluto dedicato ai navigatori portoghesi che hanno esplorato il mondo e scoperto nuove terre.
Mentre ero lì a contemplare quell’opera, mi è venuto in mente Cristoforo Colombo, il nostro navigatore per eccellenza.
IL NUOVO MONDO
Mi sono chiesta se Colombo si fosse reso conto di avere fatto una scoperta rivoluzionaria quando arrivò, per errore, in America. La risposta la sappiamo tutti ed è no. Era convinto di essere arrivato nelle Indie, ossia in Cina o in Giappone. Non si era reso conto di aver scoperto un Nuovo Mondo.
Aveva fatto male i calcoli della circonferenza terrestre. Che la terra fosse tonda e non piatta era una scoperta recente, e con la strumentazione dell’epoca, Colombo aveva ipotizzato che le Indie fossero ben più vicine.
Nonostante l’accoglienza trionfale al suo rientro in Spagna, Colombo non era convinto di aver scoperto l’America e si tenne stretta questa credenza per molto tempo. Tornò altre tre volte in America – che continuò a chiamare Indie – e solo alla fine della sua vita cominciò ad avere il dubbio di dover cambiare la sua convinzione.
L’EPIFANIA
Quella sera a Lisbona, al tramonto, davanti al Monumento alle Scoperte, mi sono chiesta quante volte ho considerato un fallimento, qualcosa che in realtà mi ha portata a scoprire un nuovo mondo.
Dall’America abbiamo importato il mais, le patate, il cacao e il pomodoro. Quattro nuove e importantissime risorse. Il pomodoro! Cosa sarebbe l’Italia senza il pomodoro? Cosa sarebbe l’Italia senza la pizza al pomodoro, senza la pasta al pomodoro, senza la caprese?
Non sarebbe più l’Italia, esattamente come tu non saresti più tu senza le risorse che hai scoperto grazie ai tuoi errori, grazie a quei fallimenti che magari ancora adesso continui a chiamare “Indie” perché non vuoi lasciare andare quella vecchia convinzione. Proprio come Cristoforo Colombo, che ha alimentato una credenza scorretta per tutta la vita pur di non ammettere di essersi sbagliato. Quanto tempo vuoi ancora sprecare prima di accorgerti delle risorse che quel fallimento ha portato con sé?
Ogni ostacolo ne porta di nuove:
Quando inizierai a vedere che quel fallimento ha creato dentro di te delle nuove risorse – i tuoi pomodori –, allora tutto avrà un senso. Perché è proprio grazie alle abilità che hai sviluppato che riuscirai a raggiungere il tuo obiettivo.
Quell’ostacolo, quel fallimento, quell’America, aveva proprio lo scopo di far emergere le capacità di cui avevi bisogno per toccare il traguardo.
Smetti di vedere fallimenti e inizia a vedere l’origine di quell’ingrediente speciale che ti mancava per creare la tua ricetta perfetta.
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