Per molto tempo ho vissuto cercando di essere “giusta” agli occhi degli altri. Ho imparato presto a prendermi responsabilità, a mettere i bisogni delle persone intorno a me davanti ai miei e, in alcuni momenti, a sentirmi quasi “genitore dei miei genitori”. Essere forte, esserci per gli altri, non deludere e rispondere alle aspettative era diventato il mio modo per sentirmi al sicuro e all’altezza; tuttavia, a forza di adattarmi a ciò che gli altri si aspettavano da me, ho iniziato a perdere il contatto con ciò che volevo davvero.
La svolta è arrivata quando questa pressione è diventata insostenibile. Mi sono fermata e ho scelto, per la prima volta, di guardarmi dentro con onestà. Ho riconosciuto quanto la paura di deludere e il bisogno di essere all’altezza stessero influenzando le mie scelte, facendomi seguire una direzione che non sentivo più davvero mia.
Ho scelto allora di rischiare, di mettermi in gioco e di affrontare le mie insicurezze senza avere garanzie. Prendere in mano la mia vita e iniziare a definire la mia strada è stato il mio primo vero atto di libertà.
Da tutto il percorso che ho affrontato da quel momento in poi, ho imparato che “diventare grandi” significa anche imparare a distinguere ciò che vogliamo noi da ciò che gli altri desiderano per noi, che i momenti di smarrimento possono diventare segnali preziosi e che trovare la propria strada richiede il coraggio di attraversare l’incertezza rimanendo fedeli a se stessi.
È anche per questo che oggi ho scelto di lavorare con i ragazzi. Credo infatti che imparare presto a conoscersi, a fidarsi di sé e a scegliere la propria direzione possa cambiare profondamente il modo in cui si affrontano la vita, le relazioni, lo studio e le proprie sfide.
La mia missione è accompagnarli a costruire una fiducia autentica, non basata sul bisogno di essere perfetti o di soddisfare le aspettative degli altri, ma sulla consapevolezza di chi sono e di ciò che possono diventare.