In un periodo della mia vita, mi sentivo completamente confusa. Fin da bambina, non ho mai sperimentato il senso di libertà; c'erano sempre limitazioni, mille restrizioni su ciò che potevo o non potevo fare o dire. Mia madre comunicava con me solo per rimproverarmi, sottolineare i miei errori e impormi le sue regole, relegandomi a una posizione di minor importanza. Dovevo solo ascoltare e obbedire, diventare la figlia tranquilla che non causava problemi. Mio padre, spesso assente per lavoro, preferiva il silenzio per evitare conflitti, optando per "vivere pacificamente".
Desideravo ardentemente non assomigliare a mia madre, ma piuttosto adottare l'atteggiamento tranquillo di mio padre. Ho imparato presto che mantenere per me le mie opinioni era la chiave per essere accettata e amata, per "vivere pacificamente". O almeno così credevo...
Con il passare del tempo, ho accumulato frustrazione, stanchezza e rabbia nei confronti di mia madre, soprattutto durante l'adolescenza. Cercai conforto nella compagnia di mio padre ogni volta che ne avevo l'opportunità. Inconsapevolmente, trasferii queste dinamiche nelle mie relazioni, cercando costantemente l'approvazione degli altri per sentirsi a casa.
La morte improvvisa di mio padre nel 2012 mi lasciò sola e senza supporto. La relazione con mia madre e i miei fratelli non era solida, mentre il mio compagno cominciava a allontanarsi da me. Mi sentivo persa, vuota, incapace di trovare soddisfazione o direzione nella vita. Non riuscivo a contare su nessuno, nemmeno su me stessa.
La convivenza con mia madre divenne insopportabile e decisi di lasciare casa. Contemporaneamente, il mio compagno mise fine alla nostra relazione. Incapace di gestire le mie emozioni, affrontai una profonda crisi, piangendo ogni giorno e lamentandomi del mio destino. Iniziai a soffrire di attacchi di ansia e panico durante le interazioni sociali.
Il cibo divenne il mio rifugio. Mangiavo in modo compulsivo, mettendo su dieci chili in poco tempo. Ogni volta che mi guardavo allo specchio, provavo disgusto per me stessa, intrappolata in un ciclo senza fine.
Una mattina, svegliandomi, scoprii che le mie lacrime erano diverse: erano lacrime di stanchezza. Non potevo continuare così. Avevo bisogno di aiuto per uscire da quella situazione.
Mi rivolsi a una psicoterapeuta, che mi aiutò a intraprendere un percorso di guarigione. Dopo un anno di terapia, pensavo di aver superato i miei problemi, ma poi incontrai Daniele di Benedetti sui social e i suoi video mi fecero riflettere. Capii che c'era ancora molto da fare e che non ero così risolta come credevo.
La mia zona di comfort e le mie convinzioni mi hanno trattenuto a lungo, ma alla fine decisi di partecipare a "Dal sogno al successo online" nel 2021. Quell'evento ha cambiato completamente la mia vita. Decisi di intraprendere un percorso con Daniele Di Benedetti, sentendo che era la scelta giusta.
Ogni giorno sono grata per quella decisione. Mi ha permesso di iniziare un viaggio dentro di me, affrontando ostacoli e difficoltà, ma imparando a conoscermi davvero, a valorizzarmi, a dare un senso alla mia storia e a scoprire la mia missione nella vita.